Flottatori DAF
Nel trattamento delle acque reflue industriali uno dei problemi più frequenti è la presenza di solidi sospesi, oli, grassi e sostanze difficilmente separabili per semplice sedimentazione. In queste condizioni, i sistemi tradizionali possono risultare poco efficienti oppure richiedere vasche di grandi dimensioni.
Flottatori DAF: come funziona la flottazione ad aria disciolta nel trattamento delle acque reflue industriali
Nel trattamento delle acque reflue industriali uno dei problemi più frequenti è la presenza di solidi sospesi, oli, grassi e sostanze difficilmente separabili per semplice sedimentazione. In queste condizioni, i sistemi tradizionali possono risultare poco efficienti oppure richiedere vasche di grandi dimensioni.
La tecnologia DAF – Dissolved Air Flotation, cioè flottazione ad aria disciolta, affronta il problema in maniera differente: invece di attendere che le particelle sedimentino sul fondo, ne favorisce la risalita verso la superficie mediante finissime bolle d’aria.
Il risultato è una separazione rapida tra la fase chiarificata e quella costituita dai solidi, dagli oli e dai fanghi flottati.
B.O.D. sviluppa e realizza sistemi di flottazione della serie ECOFLO’, destinati al trattamento chimico-fisico delle acque reflue industriali e configurabili in funzione della portata e delle caratteristiche dello scarico.
Cos’è un flottatore DAF?
Un flottatore DAF è un’apparecchiatura destinata alla separazione solido-liquido mediante l’impiego di acqua contenente aria disciolta.
Una parte dell’acqua di processo viene portata in condizioni tali da consentire la dissoluzione dell’aria. Quando questa corrente viene successivamente immessa nel refluo a pressione inferiore, l’aria precedentemente disciolta viene rilasciata sotto forma di microbolle. Le microbolle aderiscono alle particelle presenti nell’acqua, formando aggregati con densità apparente inferiore a quella del liquido. Gli aggregati tendono quindi a risalire verso la superficie del flottatore, dove possono essere rimossi mediante un sistema automatico di raschiatura.
È questo il principio fondamentale che distingue la flottazione dalla sedimentazione: nel DAF le sostanze da separare vengono portate verso l’alto anziché lasciate depositare sul fondo.
Nel processo ECOFLO’ sviluppato da B.O.D., il refluo precedentemente condizionato incontra la corrente contenente aria disciolta prima dell’ingresso nella vasca principale; i fiocchi risalgono quindi in superficie e vengono trasferiti alla successiva fase di trattamento mediante un sistema automatico di raschiatura.
Il ruolo di coagulazione e flocculazione
La sola presenza delle microbolle non sempre è sufficiente a ottenere una separazione efficace. Molti reflui industriali contengono infatti particelle molto fini, colloidi o sostanze emulsionate che rimangono naturalmente disperse nell’acqua.
Per questo motivo il trattamento DAF viene normalmente associato a due importanti processi chimico-fisici: coagulazione e flocculazione.
La coagulazione destabilizza le particelle disperse nel liquido, mentre la successiva flocculazione ne favorisce l’aggregazione formando fiocchi di dimensioni maggiori e più facilmente separabili. Quando questi fiocchi entrano in contatto con le microbolle prodotte dal sistema DAF, vengono trascinati verso la superficie della vasca. Questo è anche il principio di funzionamento descritto per i flottatori ECOFLO’.
La corretta regolazione dei reagenti è quindi uno degli aspetti fondamentali dell’intero processo. Il dosaggio può essere integrato con sistemi di controllo del pH, pompe dosatrici per coagulanti e correttori e sistemi dedicati alla preparazione e al dosaggio del polielettrolita.
Come funziona un impianto DAF B.O.D.
La configurazione dell’impianto viene adattata alle caratteristiche del refluo e alle esigenze dello stabilimento. Una linea completa può comprendere:
- sollevamento iniziale e prefiltrazione del refluo;
- accumulo ed equalizzazione, quando necessari;
- dosaggio controllato del refluo al trattamento;
- correzione del pH e dosaggio dei reagenti;
- coagulazione e flocculazione;
- miscelazione con la corrente contenente aria disciolta;
- flottazione e separazione dei solidi;
- raschiatura automatica dei fanghi superficiali;
- raccolta ed eventuale disidratazione dei fanghi;
- raccolta del chiarificato, destinato allo scarico o a ulteriori fasi di trattamento.
È quindi più corretto considerare il DAF non come una semplice “vasca”, ma come un sistema di trattamento integrato, nel quale idraulica, dosaggio chimico, produzione dell’acqua satura, separazione dei fanghi e automazione devono lavorare insieme.
Quali inquinanti può rimuovere un DAF?
La flottazione ad aria disciolta trova particolare applicazione nei reflui caratterizzati da una significativa presenza di:
solidi sospesi, oli e grassi, sostanze flottabili, particelle colloidali e frazioni di carico organico associate ai solidi separabili.
Una corretta progettazione del processo può quindi determinare anche una significativa riduzione del COD, in funzione naturalmente della natura del refluo e della quota di COD associata alle sostanze effettivamente separabili mediante trattamento chimico-fisico.
Nella documentazione B.O.D. relativa alla serie ECOFLO’, il processo viene infatti progettato per ottenere una chiarificazione spinta e un’elevata separazione di COD, solidi sospesi, oli e grassi.
È importante sottolineare che il DAF non sostituisce necessariamente un trattamento biologico. Quando il chiarificato mantiene un carico organico disciolto significativo, può costituire invece un eccellente pretrattamento a monte di una successiva sezione biologica. Anche nella configurazione tecnica ECOFLO’ presa come riferimento, il chiarificato viene considerato separatamente dai fanghi e può essere destinato a un successivo trattamento.
Perché utilizzare un flottatore DAF?
Uno dei principali vantaggi della tecnologia è la possibilità di ottenere una elevata capacità di separazione con ingombri relativamente contenuti.
Una corretta distribuzione del flusso all’interno del flottatore e una buona miscelazione tra refluo, reagenti e acqua satura permettono inoltre di ottimizzare il processo e di ridurre i volumi necessari per alcune fasi di trattamento.
Nel progetto dei flottatori ECOFLO’, B.O.D. dedica particolare attenzione proprio alla distribuzione uniforme del flusso e alla riduzione dei volumi di miscelazione, con l’obiettivo di contenere il consumo di reagenti, la portata di acqua satura e conseguentemente i costi di gestione.
Un ulteriore vantaggio è la modularità. L’impianto può essere concepito in modo da permettere successivi ampliamenti in caso di aumento della portata idraulica o del carico inquinante dello stabilimento.
Dove vengono utilizzati i flottatori DAF?
La tecnologia può essere impiegata in numerosi comparti industriali nei quali le acque di processo contengano sostanze separabili mediante flottazione.
Tra le applicazioni più comuni rientrano le acque contenenti oli e grassi, reflui di lavaggio, acque provenienti da lavorazioni industriali, industrie alimentari, officine e attività nelle quali siano presenti solidi sospesi o emulsioni.
La scelta della configurazione non può tuttavia essere effettuata esclusivamente in base alla portata.
Due reflui da 1 m³/h, ad esempio, possono richiedere soluzioni completamente differenti se uno contiene prevalentemente solidi sospesi e l’altro presenta elevate concentrazioni di oli emulsionati o un COD prevalentemente solubile.
Per questo motivo il dimensionamento deve partire dalla caratterizzazione dell’acqua da trattare.
ECOFLO’: la soluzione DAF sviluppata da B.O.D
I flottatori ECOFLO’ vengono progettati da B.O.D. come sistemi compatti nei quali le diverse fasi del trattamento possono essere integrate in un’unica soluzione.
A seconda dell’applicazione possono comprendere pompe di alimentazione dedicate, sistemi di dosaggio dei reagenti, controllo automatico del pH, dosaggio del polielettrolita, circuito dell’acqua saturata, pacchi lamellari, sistemi automatici di raschiatura superficiale, pompe di estrazione fanghi e quadro elettrico di comando.
La macchina può inoltre essere inserita all’interno di un impianto più articolato comprendente equalizzazione, filtrazione, disidratazione fanghi o successivi trattamenti biologici.
L’obiettivo non è semplicemente installare un flottatore, ma realizzare un processo completo adattato al refluo da trattare.
Dal refluo al progetto: perché ogni DAF deve essere dimensionato
La corretta progettazione di un sistema di flottazione parte dall’analisi di alcuni parametri fondamentali: portata media e di punta, pH, COD, solidi sospesi, oli e grassi, temperatura e variabilità del processo produttivo.
Sulla base di questi dati è possibile definire la configurazione della macchina, il sistema di condizionamento chimico, la quantità di acqua da saturare e le apparecchiature elettromeccaniche necessarie.
In molti casi possono inoltre essere eseguite prove preliminari di coagulazione e flocculazione per individuare i reagenti e le condizioni operative più adatte.
Flottatori DAF B.O.D.: progettazione su misura per il trattamento dei reflui industriali
B.O.D. progetta e realizza impianti di trattamento delle acque reflue industriali e sistemi DAF della serie ECOFLO’, integrando progettazione idraulica, trattamento chimico-fisico, apparecchiature elettromeccaniche e automazione.
Ogni impianto viene configurato sulla base delle caratteristiche effettive del refluo e delle esigenze produttive del cliente.
Hai un refluo industriale da trattare o vuoi verificare se la tecnologia DAF è adatta al tuo processo?
Contatta B.O.D. fornendo, quando disponibili, portata giornaliera e oraria, analisi dello scarico e una breve descrizione del ciclo produttivo. Questi dati consentono una prima valutazione della soluzione più adatta.
